MVP per startup: cosa costruire prima, cosa evitare
Il primo MVP non deve essere il prodotto finale: deve verificare l'ipotesi più rischiosa. Quattro modi di costruirlo e l'elenco di ciò che può aspettare.
Gianmarco PacettiCofounder · Sviluppo software e prodotto
Un errore frequente di chi lancia il primo prodotto è costruire troppo: mesi di lavoro e un MVP che fa bene tante cose, tranne quella che doveva fare, cioè dimostrare che qualcuno lo vuole davvero.
Qui trovi cosa dovrebbe contenere un MVP e cosa può aspettare. È il metodo che seguiamo per lo sviluppo di un MVP: una fase alla volta.
In questa guida (5)
Cos'è davvero un MVP
Un MVP è la versione più piccola del prodotto che ti permette di verificare l'ipotesi più rischiosa del tuo progetto.
Non c'è scritto «bello», «scalabile» o «completo». L'ipotesi più rischiosa di solito è una di queste:
- Qualcuno è disposto a pagare per questo?
- Il problema è abbastanza sentito da spingere le persone a cercare una soluzione?
- La mia soluzione funziona meglio di quello che fanno oggi, anche se oggi non fanno nulla?
Se il tuo MVP non risponde a nessuna di queste domande, è una demo, non un MVP.
Quattro modi di costruire un MVP
1. Una pagina di presentazione
Una pagina che spiega il prodotto con parole chiare e chiede di lasciare un contatto per provarlo. Serve a capire se il problema interessa a qualcuno. È la versione più piccola e più rapida.
2. Il servizio fatto a mano
Il prodotto finale sarà automatico, ma all'inizio il lavoro lo fai tu dietro le quinte. Il cliente compila un modulo, tu prepari il risultato e glielo mandi. Se funziona, sai cosa automatizzare. Se non funziona, hai risparmiato mesi di sviluppo.
3. Una sola funzione, fatta bene
Costruisci solo la funzione per cui il cliente pagherebbe. Niente pannelli eleganti, niente statistiche, niente accesso con i social: solo la cosa che conta. Serve quando il problema è confermato e devi verificare che la soluzione funzioni davvero.
4. Una versione chiusa per pochi utenti
Il prodotto completo, ma aperto a pochi utenti scelti uno per uno e seguiti da vicino, con un canale diretto per le segnalazioni (per esempio WhatsApp, negli orari concordati). L'obiettivo non è crescere: è imparare in fretta.
Cosa può aspettare
Funzioni che spesso finiscono nel primo MVP «perché sennò non sembra serio»:
- pagamenti automatici, prima di sapere se qualcuno vuole pagare: all'inizio basta un link di pagamento
- un pannello di amministrazione elegante
- più lingue
- un'app da scaricare, quando basta un sito che funziona bene dal telefono
- ruoli e permessi complicati
- notifiche e statistiche interne
Ogni voce di questa lista sono settimane in più prima di parlare con il primo cliente.
La tecnologia
Per un MVP conviene usare strumenti diffusi e ben documentati, che permettono di partire in fretta e di crescere senza rifare tutto: un framework web moderno, un database gestito, servizi già pronti per accessi, pagamenti ed email. La scelta precisa dipende dal prodotto e va scritta nel preventivo, insieme ai costi dei servizi esterni.
Le domande da cui parto
Quando qualcuno mi parla di un MVP, faccio quattro domande:
- Qual è la cosa più rischiosa che ancora non sai?
- Qual è la cosa più piccola che puoi costruire per scoprirla?
- Quante persone ti servono per fidarti della risposta?
- Quanto tempo hai prima di doverlo dimostrare?
Dalle risposte di solito emerge quale dei quattro MVP ha senso. A quel punto il preventivo scritto riporta funzioni, esclusioni, costi e tempi.